venerdì 6 aprile 2012

FUORI I LADRI DAL PARLAMENTO



su quest'uomo,GIORGIO ALMIRANTE,il padre della Destra Italiana nessuno ha mai potuto avanzare alcun tipo di accusa semplicemente perchè la sua integrita' morale era sotto gli occhi di tutti.Montanelli scrisse,il giorno dopo il suo funerale," è morto Giorgio Almirante,l'unico vero Italiano al quale potevi stringere la mano senza sporcarti" .
“Noi passiamo, ma le Idee rimangono.Siamo un ordine di combattenti e di credenti." Grazie GIORGIO ALMIRANTE per la tua vita al servizio di una comunita',l'UNICA in Italia,che non ha avuto nulla,nessun favore,ha dato molto e ha lasciato purtroppo sul campo il sangue di molti giovani eroici militanti.

TRATTO DAL CAMERATA A.L.

MA NON VI VERGOGNATE?

6 apr 2012
Prima o poi si dovra’ votare e sara’ sufficiente distribuire rassegne stampa anziche’ volantini. Si trova materiale per tutti i palati, si vomita in ogni latitudine della Penisola.
Chi non sopporta Bersani puo’ scorrere paginate e paginate di cronache giudiziarie, per il Pdl nemmeno a dirlo, l’Udc e’ fuori concorso. Sono i signori che puntano le loro fiches sulla riforma elettorale e se ne strafregano dello schifo che circola nel paese reale, nauseato da quello che accade.
Ora ci si mette pure la Lega, col gratta padano….
Bossi che se ne va e non se ne va, la Lega che comunque puo’ cadere a pezzi, il Pdl non e’ che sta meglio, povero popolo di centrodestra…. E Fini ha tradito troppo presto… (a proposito di Bossi: recentemente aveva ripreso a sbraitare contro i “fascisti”, magari adesso studi un po’ della storia di quell’uomo al quale non cadde dalle tasche neppure un biglietto dell’autobus…).
Eppure, ai signori che stanno in Parlamento tutto questo non interessa. Apprezzo che Di Pietro si rechi in Cassazione a depositare il referendum per abolire il rimborso elettorale ai partiti. Auspico che annunci anche la rinuncia preventiva ad incassare quello legato alla battaglia referendaria.
Ma la cosa piu’ incredibile e’ che tutti insieme stanno a discutere di legge elettorale anziché togliersi di mezzo con tante scuse ai cittadini italiani.
Lo dico senza troppe storie. Non temo alcuno sbarramento per La Destra. Ma e’ disgustoso che con tutto quello che succede stiano a cincischiare per impedire che emergano forze politiche che riescono ad essere espressione della società senza avere stanze nel palazzo di Montecitorio o di palazzo Madama.
Uno degli esponenti politici piu’ geniali, Quagliarello, tesse le lodi di un progetto di legge elettorale criminale. Che in sostanza suona cosi’: cominciamo ad eliminare tutti i partiti che stanno sotto il cinque per cento; poi prevediamo un premio in seggi al partito che arriva per primo; e siccome non sappiamo se il Pdl ce la fa ad arrivare primo, il premio lo diamo pure al secondo; e tanto per restare sicuri, un po’ di seggi li distribuiamo in collegi elettorali piccoli, in modo da alzare ancora di piu’ la soglia di sbarramento….
Preferenze? Manco a parlarne.
Limite ai mandati parlamentari? Roba da pazzi.
Premio di maggioranza ad una coalizione anziche’ ad un partito? Macche’, quella era roba berlusconiana…
E’ cosi’ che stanno procedendo. Piu’ i carabinieri si avvicinano al palazzo, piu’ loro allontanano gli elettori dalle urne.
Mi chiedo solo se non se ne vergognano.
Mercoledi vedro’ i dirigenti dell’ufficio politico. Dobbiamo avviare una grande iniziativa nel territorio, al nord come al sud, di fronte alla crisi politica e morale del centrodestra. E’ il tempo nostro.

http://www.storace.it/

giovedì 5 aprile 2012

SENSO DI GIUSTIZIA, DIRITTO ALLA VERITA’

5 apr 2012
E’ intollerabile quello che succede. La sinistra italiana si e’ gettata a capofitto in una polemica incredibile contro di me, semplicemente perché ho affermato una verità incontestabile, riferita a Rosario Bentivegna, morto a novant’anni. L’ho definito assassino perché a via Rasella fu responsabile di un eccidio che provocò la strage delle Fosse Ardeatine. Una strage orrenda, senza dubbio; il che può giustificare via Rasella?
Ci sono politici come l’on. Enrico Gasbarra, che se ne fregano del diritto alla verità e che non hanno senso di giustizia, che vorrebbero persino intitolare una strada a Bentivegna. Spero che un sindaco che ne ha combinate fin troppe, come Alemanno, ci risparmi almeno questa. Se e’ bastato l’ostracismo della sinistra per non dedicare una via della Capitale a Giorgio Almirante (che non ha ammazzato nessuno) in quanto “non condivisa” secondo la curiosa argomentazione del primo cittadino; e’ certo che non ci sarebbe “condivisione” nemmeno da parte nostra per un’iniziativa improvvida come quella sollecitata appunto dall’on. Gasbarra.
Probabilmente il segretario regionale del Pd – che conosco come persona di solito posata – ha sottovalutato un fatto storico e incontestabile. A parte la legge – che pure prevede dieci anni dalla morte per dedicare una strada ad una personalità scomparsa con deroghe che magari possano essere motivate da una generale emozione, e non mi pare il caso – Gasbarra forse non e’ a conoscenza che nell’eccidio di via Rasella fu assassinato un bimbo di neppure tredici anni, che si chiamava Pietro Zuccheretti. Una vittima civile e per giunta giovanissima, assieme a un’altra, un uomo di 48 anni. Quel bimbo, per settant’anni da allora, non ha visto nessuno piangere ne’ chiederne un ricordo. Non e’ il caso che la vostra sinistra ne faccia menzione da qualche parte?
P.s. comunque ho apprezzato il fatto che, a parte quello sciagurato di Ferrero, e un istituzionale e tardivo Bersani al limite della prescrizione, nessun segretario di partito si sia unito al coro. Forse perché conoscono la storia del piccolo Pietro…

http://www.storace.it/2012/04/05/senso-di-giustizia-diritto-alla-verita%e2%80%99/

mercoledì 4 aprile 2012

Bufera Lega: «Soldi per il Senatur e figli»
Bossi: denuncio, tutto a mia insaputa

Indagato Belsito, il tesoriere si dimette. Berlusconi: Umberto innocente. Pm: «Denaro per campagna di Renzo e villa di famiglia. Truffa su rimborsi elettorali, contatti con la 'ndrangheta». Maroni: fare pulizia

ROMA - Francesco Belsito si è dimesso da tesoriere della Lega Nord. Su di lui indagano i pm di Milano, Napoli e Reggio Calabria per appropriazione indebita, finanziamento illecito ai partiti e truffa ai danni dello Stato in relazione ai finanziamenti pubblici che la Lega precepisce come rimborsi elettorali. L'inchiesta riguarda fra l'altro i quasi sei milioni finiti a Cipro e in Tanzania, investimenti effettuati da Belsito, uno degli esponenti del cosiddetto "cerchio magico", i fedelissimi del leader Umberto Bossi. Nell'indagine si ipotizza che siano stati presentati rendiconti irregolari per rimborsi elettorali ottenuti dal Carroccio ai presidenti di Camera e Senato che sarebbero così stati tratti in inganno e che quindi non hanno sospeso i rimborsi stessi. I soldi sarebbero stati usati dal senatùr e dalla sua famiglia. Le dimissioni sono arrivate dopo un incontro con Bossi alla sede della Lega di via Bellerio a Milano.

Bossi. A chiusura del giorno più lungo per la Lega Nord, ieri, arriva il commento del leader: «Sono stato io - ha detto Bossi - a chiedere a Belsito si dimettersi, per fare chiarezza. E lui si è dimesso. Vogliono colpire la Lega e quindi colpiscono me, mi sembra che sia iniziata la prossima campagna elettorale. Non sono mai stati spesi i soldi della Lega per ristrutturare casa mia. Denuncerò chiunque sostenga il contrario perché oltretutto non ho ancora finito di pagare le ristrutturazioni e quindi soldi della Lega non sono stati spesi».

Maroni. «È una buona notizia, adesso bisogna andare fino in fondo e fare pulizia dentro il partito, cominciando dalla nomina di un nuovo amministratore capace di aprire tutti i cassetti», ha detto Roberto Maroni, parlando delle dimissioni di Belsito. L'ex ministro dell'Interno, da tempo in rotta con il cerchio magico dei bossiani, ha chiesto al partito di reagire, «dimostrando di non avere nulla da nascondere». Secondo l'ex ministro «si poteva fare qualcosa prima, ma purtroppo questa richiesta non è stata ascoltata da chi doveva decidere. Noi - aveva spiegato prima che giungesse la notizia delle dimissioni- abbiamo anche chiesto in Consiglio federale che ci portassero i conti e che si facesse chiarezza, che Belsito facesse un passo indietro e venisse nominato un nuovo amministratore. Purtroppo - ha aggiunto - questa richiesta non è stata ascoltata e si è arrivati alla situazione di oggi».

Soldi distratti per esigenze di Bossi. Per gli investigatori il modo in cui è stata guidata la tesoreria è stato «opaco», fin dal 2004. Gli inquirenti parlano di «gestione "in nero" (sia in entrata sia in uscita) di parte delle risorse affluite alla cassa del partito». Belsito, si legge nel decreto di perquisizione, avrebbe distratto soldi dei rimborsi elettorali «per esigenze personali di familiari del leader della Lega Nord. Si tratta di esborsi in contante o con assegni circolari o attraverso contratti simulati». Belsito, si legge in una nota dei carabinieri del Noe, avrebbe foraggiato con viaggi, alberghi, cene, i figli di Umberto Bossi e Rosy Mauro, ex vicepresidente del Senato e segretario generale del Sinpa, il sindacato padano. Parte dei fondi sottratti al partito sarebbero serviti in particolare per finanziare la campagna elettorale per le regionali del 2010 di Renzo Bossi. Addirittura, parte dei fondi del partito sarebbero stati usati per pagare i lavori di ristrutturazione della villa di Gemonio del leader del Carroccio Umberto Bossi. È quanto emerge, secondo indiscrezioni, dall'inchiesta milanese. Ma né Bossi né i suoi familiari risultano indagati nell'inchiesta milanese.

Le perquisizioni. Ieri mattina nella sede della Lega di via Bellerio a Milano si sono presentati la Gdf e i Carabinieri del Noe, il Nucleo Operativo Ecologico di Roma, per una perquisizione. Da quanto si è saputo con loro c'era il pm napoletano Henry John Woodcook. A Genova è stata perquisita anche una delle abitazioni del tesoriere della Lega. Perquisiti anche gli uffici del Sinpa a Milano: i carabinieri hanno acquisito i bilanci del sindacato padano. «Non abbiamo nulla da nascondere» ha detto Rosy Mauro. Perquisizioni anche nell'ufficio di via Bellerio e nell'abitazione di Daniela Cantamessa, una delle segretarie di Bossi. La Procura di Milano sta inoltre valutando se chiedere alla giunta per le autorizzazioni di Montecitorio di poter accedere agli uffici nella disponibilità di Belsito.

Appropriazione indebita. Nelle indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo e dai pm Paolo Filippini e Roberto Pellicano, spiega una nota firmata dal procuratore della Repubblica di Milano Edmondo Bruti Liberati, si procede «per il reato di appropriazione indebita aggravata a carico di Belsito Francesco, Scala Paolo e Bonet Stefano, con riferimento al denaro sottratto al partito politico Lega Nord». I pm procedono «inoltre per il delitto di truffa aggravata ai danni dello Stato a carico dello stesso Belsito con riferimento delle somme ricevute a titolo di rimborso spese elettorali».

Truffa ai danni dello Stato.
Per la procura di Milano «vi è la prova della falsità» quantomeno sul rendiconto 2010 presentato dalla Lega a cui nell'agosto 2011 lo Stato ha versato circa 18 milioni. E' quanto si legge nel decreto di perquisizione. «Alla Lega Nord vengono annualmente accretitate somme significative dagli organi della Camera dei Deputati e dal Senato della Repubblica a titolo di rimborso di spese elettorali. Nell'agosto 2011 sono stati corrisposti alla Lega Nord circa 18 milioni di euro. Tali somme hanno avuto quale presupposto la validazione del rendiconto 2010 sul quale vi è la prova della falsità».

Le accuse. Per quanto concerne l'indagine degli inquirenti partenopei, l'ipotesi di reato formulata è di riciclaggio. A quanto si è appreso l'inchiesta della procura di Napoli scaturisce dall'indagine che portò al coinvolgimento del direttore dell'Avanti! Valter Lavitola e dell'imprenditore barese Giampaolo Tarantini. Secondo l'accusa della procura calabrese, invece, Belsito sarebbe stato legato a un intermediario ligure che a sua volta era in stretto contatto con esponenti della 'ndrangheta appartenenti alla cosca De Stefano di Reggio, la più potente della città insieme a quella dei Condello. Nel filone reggino ci sono più indagati. L'unico politico, secondo quanto si è appreso, sarebbe proprio il tesoriere della Lega. Nelle indagini emergono i collegamenti tra ambienti criminali e imprenditoriali. In un'occasione il tesoriere della Lega Nord Francesco avrebbe ricevuto una somma di denaro da parte di Bonet nascosta in un cappello e in una borsa per le bottiglie di vino. È quanto si legge nel decreto di perquisizione emesso dal gip del Tribunale di Reggio Calabria, in base ad alcune intercettazioni.

Illeciti da sottosegretario. Belsito avrebbe avuto comportamenti illeciti anche quando era sottosegretario alla semplificazione nel governo Berlusconi. In virtù delle sue relazioni politiche ampie, sia come sottosegretario che come tesoriere della Lega, Belsito sarebbe stato in grado di procacciare affari, soprattutto per quanto riguarda la Siram, una grossa società con sede a Milano che si occupa principalmente di energie rinnovabili e servizi ambientali. La procura di Milano, precisa la nota, procede infatti in particolare «per truffa ai danni dello Stato a carico di Bonet Stefano e Belsito Francesco con riferimento alle erogazioni concesse allo Stato sotto forma di credito di imposta in favore della società Siram».

«Belsito al momento non è un nuovo Lusi». Il riferimento al tesoriere della Margherita che avrebbe fatto sparire milioni di euro del partito è degli investigatori che indagano sui soldi pubblici della Lega. Per il reato di appropriazione indebita, infatti, la Lega potrebbe essere parte lesa, mentre per il reato di truffa, gli inquirenti stanno valutando l'utilizzo non trasparente dei fondi.

Belsito: le accuse dovranno essere provate. «Mi è stato consegnato un avviso di garanzia in cui si dice che il movimento Lega Nord è indagato per finanziamento illecito. Queste cose dovranno poi essere provate. Per adesso non possiamo dire altro» ha commentato a caldo Belsito all'uscita dalla sua abitazione nel centro di Genova. «I fondi sono tornati dalla Tanzania più di due mesi fa. Sono stati restituiti alla Lega Nord perché dopo la bagarre che i giornali hanno fatto nei mesi scorsi abbiamo ritenuto opportuno disinvestire. I fondi ora sono sui conti della Lega Nord. Non abbiamo nulla da nascondere», ha poi aggiunto il tesoriere del Carroccio.

Berlusconi. «Chiunque conosca Umberto Bossi e la sua vita personale e politica - afferma in una nota Silvio Berlusconi - non può essere neanche lontanamente sfiorato dal sospetto che abbia commesso alcunché di illecito. Perciò esprimo a Umberto Bossi la mia più affettuosa vicinanza. Sono certo che tutto si chiarirà e che verrà provata l'assoluta estraneità di Umberto Bossi e della sua famiglia a qualsiasi ipotesi di reato».

Zaia: si faccia pulizia. «A me sembra raccapricciante tutto quello che si sta leggendo, che lo sto leggendo anche come un'agonia. Direi che è ora di porre la parola fine a tutte queste cose: si faccia chiarezza, si faccia pulizia», ha sottolineato il presidente della Regione Veneto Luca Zaia.

http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=188785&sez=ITALIA
Imu, salvano le banche
pagano i vecchi dell'ospizio

Nuova Ici, esenzione per le fondazioni degli istituti bancari. Bocciato l'emendamento dell'Idv a cui il governo Monti ero contrario



un favore alle banche. L'ennesimo da parte del governo di Mario Monti. Ecco che arriva l'esenzione dell'Imu per le fondazioni bancarie. Già, proprio l'imposta che dovranno invece pagare i vecchietti dell'ospizio. Le Commissioni Bilancio e Finanze del Senato hanno bocciato un emendamento al dl fiscale che prevedeva il pagamento della nuova Ici da parte delle fondazioni Bancarie, sul quale ovviamente il governo aveva presentato parere contrario, sostenendo che le banche e le loro fondazioni sono associazioni benefiche. Secondo Elio Lannutti, dell'Idv e presidente dell'Adusbegf, firmatario dell'emendamento bocciato in Commissione, si tratta di "una vergogna" perché "si fa pagare l'Imu sulle macerie, ovvero sulle case inagibili, sui pagliai, e allo stesso tempo il governo dei banchieri dimostra di essere prono agli interessi dei banchieri". Lannutti ha ricordato come il governo ha dato parere contrario all'emendamento "sostenendo che le fondazioni sono associazioni benefiche. Una vergogna", ha ribadito.

lunedì 2 aprile 2012

 

                      Farmaci e Bambini di Donato Ignelzi



Grande attenzione e vivo interesse ha suscitato nel pubblico la Conferenza “Farmaci e Bambini” tenutasi a Padova sabato 31 Marzo nella prestigiosa cornice dell’ Hotel Galileo. L’incontro , brillantemente moderato da Piero Puschiavo , ha visto l’alternarsi delle relazioni del comitato scientifico dell’associazione di volontariato Montinari Veneto, che hanno saputo illustrare e divulgare in maniera chiara ed esaustiva tutte le tematiche connesse al problema dell’ uso e dell’abuso della sperimentazione dei farmaci in età pediatrica.
La giornata, dopo un saluto degli ospiti patrocinatori dell’evento, tra cui il presidente di Veneto Innovazione Raffaele Zanon, è stato aperto dall’intervento del Dr. Silvio De Fanti , mirabile e caustico nell’affrontare il tema delle nuove presunte malattie mentali, per cui conclude : “il nuovo business è curare le perone sane”!. Un notevole contributo, per inquadrare l’argomento nell’ambito giuridico, è stato apportato dall’ Avv. Giuseppe Romeo, mentre la Dr.ssa Fiorenza Venturi ha suscitato l’attenzione del pubblico portando a conoscenza le storie dei piccoli pazienti da lei seguiti.
Il dibattito è stato arricchito da una breve ma efficace testimonianza dell’ Avv.Raffaele De Matteis, responsabile dell’Associazione Progetto per La Vita, ed è stato magistralmente concluso dal Dr. Massimo Montinari che con parole chiare ha messo a nudo le contraddizioni di un sistema sanitario e di un’industria farmaceutica che troppe volte non guarda al bene e alla tutela della salute di noi cittadini ma si rende in troppi casi colpevole di abusi e di misfatti, annebbiata dalla sete di denaro dei soliti potenti.
Il dibattito a seguire, causa il tempo tiranno, non ha permesso di soddisfare tutte le domande del pubblico e questo certamente sarà un motivo per organizzare al più presto un’altra occasione di confronto e di dibattito.
Desideriamo ringraziamo tutti i presenti e quanti hanno reso possibile l’organizzazione della giornata, in particolare il Presidente dell’ Associazione Culturale VFS, Giordano Caracino per il valido sostegno e il forte impegno nella realizzazione dell’evento.

Donato Ignelzi
http://www.pieropuschiavo.com/2012/04/farmaci-e-bambini-di-donato-ignelzi.html