domenica 15 aprile 2012




Nel servizio di Simonetta Di Pillo per il Tg5 parlo dell’incontro di ieri con Marine Le Pen, affrontando le tematiche sulle quali ci siamo confrontati con la leader del Front National: lotta al pensiero unico che domina il mondo attraverso il rapporto tra moneta e cittadino; il ruolo soverchiante della Bce rispetto agli stati;  le questioni che riguardano l’entrata in vigore del Fiscal compact, ragionando attorno a un referendum tra i popoli europei per contrastare queste tendenze. Da lì può nascere la destra europea attraverso il fronte delle nazioni d’Europa.
La destra di oggi deve parlare al paese un linguaggio concreto dal punto di vista delle politiche sociali. Viviamo in uno stato in cui i cittadini preferiscono morire per il loro rapporto col fisco; e i suicidi che stiamo registrando sono terribili. Dobbiamo lavorare per una politica più equa anche per quanto riguarda il credito: siamo stanchi di vedere le banche vessare i cittadini. Sono questioni sulle quali dobbiamo incidere molto più di altre forze politiche.

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venerdì 13 aprile 2012

LA DESTRA: STORACE DA MARINE LE PEN, 'NASCE FRONTE EUROPEÒ
 
 
LA DESTRA: STORACE DA MARINE LE PEN, 'NASCE FRONTE EUROPEÒ (ANSA) - NANTERRE (FRANCIA), 13 APR - «Ho invitato Marine Le Pen a Roma successivamente alle elezioni in Francia, per uno scambio di documenti e per studiare insieme la creazione di un Fronte delle nazioni europee». Lo ha detto il segretario de La Destra, Francesco Storace, uscendo dopo una mezz'ora di incontro a due con la candidata del Fronte nazionale alle presidenziali francesi. Giungendo alla sede del partito a N...anterre, vicino a Parigi, Storace ha spiegato di voler «portare il sostegno de La Destra alla Le Pen in un Paese come la Francia, dove ci sono quattro milioni di cittadini che hanno un'ascendenza italiana». «C'è anche - ha aggiunto Storace - una vicinanza di idee, penso alla revisione del rapporto tra la Banca centrale europea e gli Stati e alle esigenze di milioni di cittadini europei, che non si riconoscono nel 'pensiero unicò e vogliono essere rappresentati». (ANSA). GIT/FV 13-APR-12 16:13 NNN
 

giovedì 12 aprile 2012

DOMANI A PARIGI DA MARINE LE PEN E MARTEDÌ’ DIREZIONE NAZIONALE

 
 
 
Domani saro’ a Parigi per incontrare, presso il suo quartier generale, Marine Le Pen, candidata alle elezioni presidenziali francesi del prossimo 22 aprile. Ci vedremo dopo mezzogiorno, con lo scambio delle bandiere e una conversazione sulle prospettive politiche europee.
E’ la prima volta che incontro la leader del Front National e credo che sia importante alla vigilia dell’appuntamento per l’Eliseo. Ne ho voluto informare ieri i dirigenti dell’ufficio politico, anche in vista di un’importante sessione della direzione nazionale del partito che terremo martedi alle 13 a Roma.
L’incontro con Marine Le Pen puo’ segnare un salto di qualita’ nella costruzione di un percorso comune a livello continentale. Leggo le sue interviste, annoto le sue prese di posizione, registro il suo enorme consenso attorno a temi che ci vedono assolutamente sensibili.
Mi ha molto colpito la sua definizione negativa (“e’ stato un colpo di stato”) attorno alla nascita del governo Monti in Italia; e’ importante anche per la leader francese il contrasto a politiche dettate dalle centrali finanziarie mondiali; chissa’ che non si possa mettere in discussione insieme quel fiscal compact, il patto di bilancio, che rischia di soffocare tante decine di milioni di cittadini europei sotto i colpi della burocrazia di Bruxelles.
Occorre lavorare con serieta’ anche alla costruzione di un partito della destra europea, ci sono molti interlocutori da raggiungere in tutto il continente; e questo restituira’ anche maggiore legittimita’ al grande processo messo in campo dall’unica destra italiana degna di chiamarsi cosi’.
Ma ne riparleremo nel bilancio del viaggio parigino. Martedi in direzione dovremo verificare la disponibilita’ dei centri del nord e del sud del Paese a ospitare manifestazioni che affermino lo spirito dei ventimila del 3 marzo in ogni parte d’Italia; daremo forza e vigore alla campagna per il tesseramento che dovra’ essere quanto mai massiccia rispetto agli scorsi anni; rilanceremo i temi che vogliamo portare al centro della nostra azione politica: lotta alle caste, contrasto allo strapotere bancario, discussione attorno al tema della presenza italiana in Europa, impegno sulle politiche sociali, freno alle politiche migratorie incontrollate.
Questa nostra destra, a quasi cinque anni dalla fondazione, ha dimostrato di avere le carte in regole con il sacrificio dei suoi dirigenti e dei suoi militanti, e ora e’ pronta a battersi per la vittoria. Sta ad ognuno di noi crederci fino in fondo mentre falliscono i progetti altrui, che sembravano imbattibili.
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FRANCIA 2012: LE PEN; IO L’ANTISISTEMA, VOGLIO FINE EURO

                                                                                                     


«Sono io l’unico candidato antisistema. Questo modello economico è agli sgoccioli, voglio che la Francia torni alla sua moneta nazionale e che i popoli europei voltino pagina, perchè l’euro ha fallito»: è un fiume in piena Marine Le Pen, che ce l’ha con tutti e in particolare con i sondaggisti, che la inchiodano al quarto posto di queste presidenziali. Un capitolo a parte riguarda l’Italia, dove la furia della Le Pen investe il governo Monti, che liquida come frutto «di un colpo di stato» che ha piazzato alla guida del Paese «un ex dipendente della Goldman Sachs».
Nella roccaforte di Nanterre, a una quindicina di chilometri da Parigi, Marine Le Pen, 44 anni, riceve i giornalisti sotto lo sguardo di tanto in tanto assente di Jean-Marie, 84 anni, il padre-padrone del Fronte nazionale. Tanto lui era intollerante, nervoso e aggressivo, tanto Marine appare sorridente, conciliante e ragionevole. La sostanza, però, non è cambiata poi molto. Fuori gli immigrati, basta con la moneta unica, priorità ai francesi nelle assunzioni sono soltanto alcuni dei vecchi ritornelli del Fn tornati in auge con la Le Pen, che si è definita oggi «acerrima nemica dell’euro» e «unico candidato antisistema».
Per questo, ha spiegato, «i giovani voteranno in massa per me. Loro sono contro i privilegi, sono la speranza e io sento questo loro fervore e la grande responsabilità che me ne deriva». I sondaggi danno infatti la Le Pen candidata più votata dei giovani fra i 18 e i 24 anni. Ma nel complesso, lei è stabilmente sotto quota 15%, quindi al quarto posto dopo la sinistra radicale di Jean-Luc Melenchon: «Io sono convinta che la maggior parte di questi sondaggisti siano incapaci o in malafede.
Ho scommesso con loro: versino un mese di stipendio in beneficienza per ogni punto di differenza fra le loro previsioni e i risultati. Io sono sicura, ci saranno delle sorprese». Dieci anni: attorno a questo lasso di tempo, che lei definisce di volta in volta brevissimo o interminabile, Marine Le Pen snocciola il suo credo, i suoi principi di economia e di politica interna. Un tempo – dice – «in cui i miei figli sono passati dalla scuola materna alle medie superiori» e durante il quale «Nicolas Sarkozy, prima ministro dell’Interno, poi presidente della Repubblica, non ha risolto, anzi ha aggravato i problemi dell’immigrazione e dell’insicurezza».
Contro gli «imam fondamentalisti» che rovesciano «l’odio della sharia» in Francia, ma anche contro la disoccupazione dei giovani francesi, ecco la ricetta: basta con la regolarizzazione periodica dei clandestini e drastica riduzione da 200.000 all’anno a 10.000 degli immigrati regolari. Praticamente, resterebbero in ingresso soltanto «artisti, sportivi particolarmente dotati, ricercatori», dei quali la Francia potrebbe avvantaggiarsi. Per gli altri «non c’è più spazio, non ci sono più risorse per integrarli, per prendersene cura».
Sarkozy, al quale la Le Pen cerca disperatamente di strappare voti, è l’uomo «che ha sempre trovato scorciatoie ai fondamentalisti islamici in Francia e all’estero». Gli stessi 10 anni, però, diventano improvvisamente «nulla» quando si parla dell’euro, una «parentesi brevissima da richiudere subito», per non farci «strangolare come sta succedendo ai greci».
«Ho fatto la mia campagna viaggiando anche in Italia – dice Marine Le Pen sotto lo sguardo del padre, che annuisce – agli italiani continuano a raccontare che l’euro è l’unica via d’uscita. Ma la gente lì si è accorta che c’è stato un colpo di stato che ha portato un dipendente della Goldman Sachs al vertice».
E i suoi rapporti con la Lega di Bossi dopo la bufera? «Io sono una patriota – risponde all’ANSA – non ho mai incontrato Umberto Bossi e su questo punto le idee dei nostri partiti sono all’opposto, anche in Europa non siamo nello stesso gruppo. Ma su alcuni principi c’è stata vicinanza di idee. Aspetto di sapere chi saranno i prossimi responsabili della Lega per capire se saranno nostri interlocutori». (ANSA).

mercoledì 11 aprile 2012

Nichi Vendola indagato in Puglia
«Ha favorito la nomina di un primario»

L'accusa è concorso in abuso d'ufficio. Lui: «Sono sereno»
Nella stessa indagine figura la «Lady Asl» delle inchieste
riguardanti Gianpi Tarantini

Nichi Vendola
BARI - Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, è indagato per concorso in abuso d'ufficio per aver favorito la nomina di un primario. Lo ha reso noto poco fa lo stesso Vendola che ha convocato una conferenza stampa d'urgenza. La nomina in questione è quella che riguarda il professor Paolo Sardelli, primario di chirurgia toracica all'ospedale San Paolo di Bari. «Mi dichiaro assolutamente sereno, come sempre in passato. Perché ogni mia azione è stata sempre improntata a garantire la trasparenza», ha detto Vendola.

L'inchiesta. Vendola ha detto ai giornalisti di aver ricevuto oggi dalla procura, tramite i militari della Guardia di finanza, un avviso di conclusione delle indagini. Nella stessa indagine figura anche la ex dirigente dell'Asl di Bari Lea Cosentino, divenuta nota come Lady Asl in inchieste riguardanti l'imprenditore Gianpi Tarantini.

Lady Asl. Sarebbe stata proprio lei a chiamare in causa il governatore: «L'accusa nasce solo e soltanto dalle dichiarazioni della dottoressa Lea Cosentino», ha detto Vendola, spiegando che quest'ultima «asserisce che all'origine di questa mia veemente interferenza ci sarebbe la mia amicizia con il professor Paolo Sardelli, elemento questo che è stato già autorevolmente smentito nei mesi scorsi dal professor Sardelli che ho conosciuto per essere una vera promessa della scienza medica». Ma «io - ha precisato Vendola - a questo concorso, come a tutti i concorsi, mi sono interessato nella misura di chiedere che fossero concorsi veri, che avessero una platea credibile di partecipanti e che potesse vincere il migliore».
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=190580&sez=ITALIA

La Russia non permetterà alla NATO di installare una base sul suo territorio

                                                    
Mosca, 5 aprile (RHC-NTX) – Il ministro degli esteri russo Sergej Lavrov ha ribadito che il suo paese non permetterà alla NATO di installare una base temporanea nella città di Uljanovsk. Durante la sua visita ufficiale in Kirghizistan, ha detto che il centro di transito per l’Afghanistan, che dovrebbe aprire in questa città, non è una base militare e servirà solo per il trasporto di attrezzature civili.
Ieri, durante una visita in Azerbaigian, Sergej Lavrov ha definito le dichiarazioni dell’ambasciatore di Washington a Mosca, arroganti. Quest’ultimo ha indicato che non ci sarà alcun cambiamento sul sistema antimissile che gli Stati Uniti istituiscono in Europa. La stampa di questo paese, ha commentato che le dichiarazioni dell’ambasciatore contraddicono la promessa che il presidente Barack Obama aveva fatto a Seoul, al suo omologo russo Dmitrij Medvedev.
Traduzione di Alessandro Lattanzio
http://www.statopotenza.eu/3166/la-russia-non-permettera-alla-nato-di-installare-una-base-sul-suo-territorio#.T4RcQvXpYpd.facebook
VERGOGNA


 Costi della politica: commissione stipendi si dimette



L'organismo presieduto da Enrico Giovannini rimette il mandato al governo. Nessun esito per "i vincoli della legge, l'eterogeneità delle situazioni e le difficoltà nella raccolta dati".


Risultato nullo per la Commissione governativa per il livellamento retributivo Italia-Europa, che lascia l'incarico. La legge su cui si fonda è "di difficile se non impossibile applicazione" e va riconsiderata. E' quanto emerge dal Rapporto che la Commissione ha pubblicato oggi a conclusione del proprio lavoro. L'attività svolta dalla Commissione, presieduta dal presidente dell'Istat Enrico Giovannini e nata per livellare gli stipendi di deputati e senatori, membri di organi di rilievo costituzionale, vertici di Autorità e amministrazioni, sindaci e consiglieri non può per tanto "assumere alcun provvedimento". Alla base del nulla di fatto - si legge in una nota "i vincoli posti dalla legge, l'eterogeneità delle situazioni riscontrate negli altri paesi e le difficoltà incontrate nella raccolta dei dati non hanno consentito alla Commissione di produrre i risultati attesi". Per questo la Commissione, "segnala al Governo l'opportunità di riconsiderare la normativa vigente, la quale appare obbiettivamente di difficile (se non impossibile) applicazione". "Alla luce dell'esperienza maturata e delle evidenti difficoltà incontrate nello svolgimento dei propri lavori, anche a causa della formulazione della normativa vigente, la Commissione ritiene doveroso rimettere il mandato ricevuto. Il presidente rimane necessariamente in carica. Qualora il Governo ritenesse che la Commissione debba proseguire nei suoi lavori, lo si invita ad esprimere tempestivamente il proprio orientamento, anche procedendo ad una nuova nomina dei suoi membri", si legge nel rapporto.
http://www.iltempo.it/politica/2012/04/04/1332956-costi_della_politica_commissione_stipendi_dimette.shtml?refresh_ce