sabato 9 marzo 2013

C'è la prima indagata del nuovo Parlamento: la democratica Maria Tindara Gulli

Eletta nel Pd in Sicilia, la neodeputata è accusata di falso ideologico insieme ad altri esponenti politici locali



Il Parlmento non si è ancora insediato, ma c'è già la prima indagata. Del Pd. Nel gennaio del 2011, a pochi mesi dalle elezioni amministrative nelle quali era candidata al consiglio comunale, Maria Tindara Gullo, neo parlamentare democratica, eletta in Sicilia avrebbe falsamente dichiarato di essere residente a Patti, presso un'abitazione di proprietà del padre. Un reato. Per questo la deputata del Pd risulta ingadata nell'inchiesta "Fake", sfociata giovedì nell'arresto di sette persone, compreso il padre della deputata, per falso ideologico. Nell'ambito della medesima inchiesta sono stati sottoposti a obbligo di divieto di dimora due consiglieri comunali di area Pd, mentre un ispettore di polizia municipale, un ex consigliere comunale e un geometra, sono stati sottoposti a obbligo di dimora. Anche Luigi Gullo, consigliere provinciale del Pd e candidato sindaco alle amministrative di Patti del 2011, cugino della parlamentare Maria Tindara Gullo e nipote del vice sindaco Francesco Gullo, risulta indagato con l'accusa di associazione a delinquere. Dalle indagini sarebbe emerso che la Gullo, insieme al marito e alla figlia, anch'essi trasferitisi fittiziamente, non si sarebbe mai mossa dalla sua residenza nel vicino comune di Montagnareale. 
Altre 156 persone sono indagate. Secondo l'indagine "Fake", alcuni candidati politici alle ultime elezioni amministrative, con la complicità di vigili urbani e funzionari del Comune di Patti compiacenti, sarebbero riusciti ad indurre alcune persone residenti in centri vicini, a trasferire in modo fittizio la residenza a Patti per poter votare alle comunali. Dalle indagini è inoltre emerso una frode ai danni dell'assessorato regionale all'istruzione e formazione professionale. Alcuni indagati avrebbero travisato le finalità per un loro esclusivo tornaconto personale e si sarebbero attestati corsi che poi venivano disertati o che non si sarebbero svolti per nulla. 
Il Pd ha fatto sapere di aver sospeso dal partito gli iscritti destinatari dei provvedimenti cautelari emessi dalla Procura di Patti (Me). ''Nei prossimi giorni - si legge in una nota della segretaria provinciale del Pd di Messina - la segreteria provvederà a nominare un commissario per il circolo del Pd a Patti peraltro, richiesto dallo stesso segretario del circolo''. ''La commissione di garanzia del Pd - prosegue la nota - valuterà nei prossimi giorni se sarà necessario assumere altre decisioni. Il Pd esprime piena fiducia nella magistratura nell'accertamento dei fatti''



venerdì 8 marzo 2013

PENA CAPITALE

Violentata per 10 anni dallo zio: fin da
bimba botte, rapporti sessuali e minacce

La vittima, 24enne, ieri ha raccontato i suoi incubi nella casa
degli orrori: l'uomo l'aveva adottata alla morte dei genitori


di Paolo Ponzetti
ROVIGO - Dieci anni di violenze e abusi sessuali, calci, schiaffi e ingiurie, nonché minacce. È stata drammatica la ricostruzione effettuata da parte di una giovane di 24 anni di quanto avrebbe subito da parte dello zio diventato poi padre adottivo alla morte dei genitori. La ragazzina ha raccontato come quell’uomo di cui si fidava, dal 1999 al 2009, ossia da quando aveva da 10 a 20 anni, avrebbe trasformato l’abitazione - dove l’uomo viveva con moglie e figlio - in una sorta di casa degli orrori e perversione.

Assistita dall’avvocato Fedora Volpe, per l’intera mattinata la giovane ha ripercorso il suo dramma davanti alla corte (presidente Stefanutti, giudici Varotto e Stigliano Missutti) al publico ministero Suriano e a quello che sarebbe diventato il suo aguzzino, un 51enne difeso dall’avvocato Nicola Rigobello. Una drammatica ricostruzione di abusi subiti in casa, palpeggiamenti e carezze, masturbazioni e costrizioni a rapporti orali, ricatti per ottenere piaceri. Il tutto ai danni di una bambina che giorno dopo giorno diventava adolescente e quindi ragazza.

Un mix completo di abusi e violenze sessuali, reati aggravati dal fatto che la vittima all’inizio aveva meno di 14 anni e che l’orco era il padre adottivo. L’uomo deve rispondere anche di maltrattamenti in famiglia e verso fanciulli per i calci e i pugni inferti alla bambina-ragazzina, nonché le offese ripetute. Ed è anche imputato di minacce di morte per le telefonate fatte alla figlia adottiva quando era uscita di casa, minacce effettuate dopo la presentazione della denuncia.

La ragazzina solo dopo lungo tempo, da maggiorenne, si è presentata dai carabinieri ed ha presentato la denuncia-querela che ha fatto scattare le indagini. Ieri ha rivissuto quei dieci anni da incubo ed è uscita dall’aula del tribunale imprecando. Poi è toccato a un suo amico raccontare le terribili confidenze fatte dalla ragazza. L’udienza si è conclusa con l’interrogatorio dell’imputato che si è limitato a negare ogni addebito senza riuscire a fornire una spiegazione sui motivi che avrebbero indotto la figlia adottiva a denunciarlo. Poi ha riferito che all’inizio la ragazzina era brava e ubbidiente, ma con il trascorrere degli anni era diventata maleducata e faceva quello che voleva. Si tornerà in aula il 4 aprile.
  http://www.gazzettino.it/nordest/rovigo/violentata_per_10_anni_dallo_zio_fin_da_bimba_botte_rapporti_sessuali_e_minacce/notizie/256756.shtml

mercoledì 6 marzo 2013

Codacons, Crollo consumi: una sciagura per l’economia italiana



acq

6 mar – “I dati diffusi oggi da Confcommercio e relativi ai consumi di gennaio, attestano il crollo della domanda da parte dei cittadini, e forti riduzioni degli acquisti in tutti i settori“. Lo scrive il Codacons in una nota.
“Il crollo dei consumi rappresenta una sciagura per l’economia nazionale – afferma il presidente dell’organizzazione Carlo Rienzi – perché le ripercussioni negative si faranno sentire sulle piccole e medie imprese, già in grave difficoltà nel 2012, e sull’occupazione.
Il dato più preoccupante è quello relativo alla riduzione dei consumi nel settore alimentare, con acquisti in calo del 3,9%, a dimostrazione che gli italiani non solo tagliano i consumi non indispensabili, ma riducono drasticamente anche quelli primari, ossia mangiano sempre meno”.
“Il crollo dei consumi di gennaio – prosegue – associato al calo delle vendite record del 2012 (-4%), alle previsioni nere per il 2013 e ai dati estremamente negativi sull’occupazione, specie giovanile, diffusi solo pochi giorni fa, attestano come l’Italia si stia avvicinando a grandi passi alla situazione critica della Grecia.
Il prossimo Governo dovrà inserire la tutela del potere d’acquisto delle famiglie e la ripresa dei consumi come priorità assoluta del proprio programma, varando misure ad hoc già nel primo Consiglio dei ministri”. tiscali
http://www.imolaoggi.it/?p=43431

lunedì 4 marzo 2013




Primarie, dove sono finiti i soldi?

di Cristina Cucciniello
I sei milioni di euro incassati il 25 novembre scorso dalla coalizione 'Italia Bene Comune' dovevano essere rendicontati sul sito. Che invece è scomparso. E non si sa nulla del loro destino






il nome "Italia Bene Comune" inventato per le primarie di Pd, SeL e Psi a fine novembre, è sparito dalla campagna elettorale. Tanto che su wikipedia, la famosa enciclopedia on line, si discute da giorni se lasciare viva o meno la pagina dedicata.

Ma c'è di più: lo stesso sito dedicato alla coalizione - sito che è intestato a Nico Stumpo, della direzione del Partito Democratico nonché coordinatore nazionale delle primarie di "Italia Bene Comune" - non è più raggiungibile. L'indirizzo Url esiste, ma i contenuti non sono più accessibili da diversi giorni. Nel momento in cui scriviamo, il sito non risulta più aggiornato dallo scorso 11 dicembre.

Strano: è proprio il sito di "Italia Bene Comune" che avrebbe dovuto pubblicare la rendicontazione relativa alle spese sostenute dai partiti della coalizione per i due turni di voto delle primarie. Ed è lo stesso sito che avrebbe dovuto contenere il dettagli del netto totale a disposizione dei partiti della coalizione derivante dai piccoli contributi di due euro versati da ogni votante alle primarie.

A ridosso delle primarie, 'l'Espresso' chiese a Sergio Boccadutri, tesoriere di Sinistra Ecologia Libertà e membro del Coordinamento Nazionale "Italia Bene Comune", come sarebbero stati utilizzati i due euro versati dai votanti. Ai nostri lettori venne spiegato, nel dettaglio, che era possibile ipotizzare un incasso di oltre sei milioni di euro, che una parte della cifra netta - detratte le spese organizzative - sarebbe rimasta alle federazioni locali dei partiti e che una parte sarebbe confluita sul conto corrente comune intestato alla coalizione "Italia Bene Comune". Con quel denaro, del quale venne promessa pubblica rendicontazione, la coalizione avrebbe realizzato comuni iniziative di campagna elettorale.

Ad oggi, di quella rendicontazione non c'è traccia, il sito non è accessibile e non sono ancora state realizzate iniziative comuni di campagna elettorale.

Frattanto, il Segretario del Pd, vincitore delle primarie, ha organizzato un suo evento di apertura della campagna elettorale; il leader di Sinistra Ecologia Libertà ha fatto altrettanto; Centro Democratico - formazione guidata da Massimo Donadi e Bruno Tabacci nella quale sono confluiti esponenti ex Api, Idv e Fli – ha appena presentato, con una sua iniziativa, il proprio simbolo e le proprie liste. E il Psi di Riccardo Nencini? Ha appena aderito, assieme al Partito Democratico, ad un 'patto di consultazione', che consisterà in una lista elettorale comune ed iniziative comuni di campagna elettorale. Ma non faceva già parte di 'Italia Bene Comune'?

'L'Espresso' ha rivolto queste domande a Nico Stumpo, il quale ha verificato il mal funzionamento del sito web dedicato ad 'Italia Bene Comune' ed ha manifestato l'intenzione di risolvere il problema e pubblicare la rendicontazione relativa alle primarie. Per quanto riguarda la mancanza, ad oggi, di una comune campagna elettorale, Stumpo ha indicato la possibilità di una prima iniziativa di coalizione subito dopo la presentazione delle liste elettorali.

Gli stessi quesiti sono stati rivolti al tesoriere Paolo Boccadutri, che ha rinnovato la promessa di pubblica rendicontazione.   

Ai votanti delle primarie dello scorso 25 novembre, insomma, non resta che attendere: forse 'Italia Bene Comune' ricomparirà e forse sapremo come intende spendere il denaro rimasto in cassa. E, forse, la voce Wikipedia non verrà cancellata

domenica 3 marzo 2013

Ungheria, Banca centrale verso la nazionalizzazione

Viktor Orban ha nominato Győrgy Matolcsy come Governatore della Mnb

 
 
 
 
 
La scelta del premier di centrodestra magiaro scatena l’ira della stampa internazionale e dell’Unione europea. “La Repubblica” lancia un violento attacco e Bruxelles comincia ad agitare lo spettro dei mercati
L’Ungheria non piace all’Europa. E il sentimento sembra essere reciproco. Il premier Viktor Orban pensa più al proprio popolo, piuttosto che ai vertici dell’Unione europea. E questo non piace a Bruxelles. L’ultima eclatante e, secondo alcuni, “oltraggiosa” mossa attuata dall’amministrazione del leader del partito di centrodestra, Fidesz, è stata quella di nominare un nuovo Governatore per la Banca Centrale Ungherese (Mnb). Il suo nome è Győrgy Matolcsy, Ministro dell’Economia. E’ Orban stesso ad annunciare la nomina, tramite i microfoni di Kossuth Radio. Il Wall Street Journal aveva già ipotizzato da tempo che potesse avvenire questo stravolgimento all’interno dell’Ue, tanto che aveva intervistato Matolcsy sulle sue intenzioni. “La Banca centrale e il Governo dovrebbero cooperare tra loro” aveva risposto ad una delle tante domande l’ex Ministro dell’Economia. Ovviamente, la scelta ha fatto adirare la stampa europea. “La Repubblica” definisce il gesto del premier magiaro come “una gravissima sfida ai princìpi del mondo libero e delle istituzioni economiche e finanziarie, dalla Banca Centrale europea al Fondo Monetario Internazionale”. C’era da aspettarselo. Nessuno in Europa vede di buon occhio i tentativi di nazionalizzazione bancaria, che Orban da tempo sta tentando di mettere in atto. E tutti hanno già cominciato a scalciare, strepitare e battere i piedi per terra. Ma, fino a prova contraria, l’Ungheria è uno Stato sovrano e il suo Governo è stato eletto liberamente e democraticamente dal popolo, che ad oggi ancora si rivela dalla sua parte. Tra l’altro, anche il Giappone sta attuando le stesse politiche del premier magiaro. Sempre secondo “La Repubblica”, Matolcsy prende il posto di Andras Simor, banchiere apprezzato da personaggi come Mario Draghi e dal Governatore della americana Fed, Bernanke, oltre che da vari capi di Stato, come Angela Merkel ed Obama. Insomma, un uomo di cui i nostri paesi si dovrebbero vantare. Ma ad Orban questo non interessa. D’altronde c’è un limite al volere della Germania, degli Usa o della troika. E il premier magiaro non è neanche molto incline a rispettare le direttive europee, dato che da quando si è insediato sia la stampa internazionale, sia il mondo delle istituzioni occidentali, non hanno fatto altro che dargli addosso. Insomma, l’inserimento di Matolcsy ha acquisito un  sapore di nazionalizzazione che non piace a Bruxelles. Ma il nuovo governatore della Magyar Nemetzi Bank ha già dato dimostrazione di essere la persona giusta per questo compito. Sempre nell’intervista rilasciata al Wall Street Journal, alla domanda sulle politiche finanziarie europee, ha dichiarato che è un errore iniettare denaro nel sistema bancario a basso costo dalla Bce, a meno che non ci sia un fine specifico. Praticamente, si tratterebbe indirizzare i finanziamenti su obiettivi ben determinati. Insomma, quello che hanno detto anche alcuni personaggi, tra cui il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, qui da noi, in Italia. Attuare una sorta di “spending view”, ovvero ridistribuire i fondi europei con una maggiore specificità. Ma a questo “La Repubblica” non ha fatto caso. Per qualche strana ragione, non si è fatto caso a quando Mario Monti “consigliò” i nomi di Luigi Gubitosi e Anna Maria Tarantola per la dirigenza della Rai. Ma quando si parla di Ungheria si devono seguire le direttive europee. E su chi le sfida il colpo di martello deve cadere con maggiore violenza.
Federico Campoli




Romeno spinge un’anziana dal bus per scipparla. Morta



amb

3 MAR – Ha spinto un’anziana fuori da un bus per cercare di scipparla. La donna, 83 anni, dopo il tentativo di rapina avvenuto il 20 febbraio scorso, e’ morta l’altro ieri per le gravi ferite riportate.
Lo scippatore, Radu Zoro, 35 anni, romeno, e’ stato individuato e arrestato ieri sera a Roma per rapina impropria e omicidio, come conseguenza di altro delitto, dagli agenti del Commissariato Casilino Nuovo. ansa

http://www.imolaoggi.it/?p=43160

venerdì 1 marzo 2013

Disoccupazione, nuovo record: "Il tasso sfiora il 12 per cento"

A gennaio i disoccupati toccano quasi i 3 milioni. Nel 2012 il numero dei precari tocca i massimi: 2,3 milioni i contratti a termine e 433mila i collaboratori

La disoccupazione a gennaio è salita all’11,7%. Pubblicando i dati destagionalizzati e provvisori, l'Istat fa sapere che si tratta del tasso più alto dall’inizio delle serie mensili (gennaio 2004) e dall’avvio di quelle trimestrali, ovvero dal quarto trimestre 1992.

Un'operaio metalmeccanico al lavoro
A gennaio il numero di disoccupati ha sfiorato i 3 milioni: gli occupati sono 22 milioni 688mila, in calo dello 0,4% rispetto a dicembre dello scorso anno, mentre su base annua si registra una diminuzione dell’1,3%.
Nella media del 2012 il tasso di disoccupazione è risultato pari al 10,7%, in aumento rispetto all’8,4% del 2011. Si tratta del livello più alto dal 1993, primo anno confrontabile delle serie storiche. Al Sud il tasso arriva al 17,2%. Con un aumento di 110mila unità (+3,8%) su dicembre si è arrivati 2 milioni 999mila. Su base annua la crescita è di oltre mezzo milione di disoccupati (+22,7%, +554mila unità). Non solo. Nel 2012 il numero dei precari ha infatti toccato i massimi con 2 milioni e 375mila contratti a termine e 433mila collaboratori. Insomma, si tratta di 2,8 milioni di lavoratori senza posto fisso. Il livello di dipendenti a termine è il più alto dal 1993 e quello dei collaboratori dal 2004, cioè dall’inizio delle serie storiche relative.
L'Eurostat ha fatto sapere che con il 38,7% di giovani senza lavoro l'Italia è il Paese più colpito in Europa dopo la Spagna, dove ha raggiunto il 55,5%. In Italia un anno fa era, infatti, a 32,3%, mentre in Spagna aveva raggiunto il 50,2%. Secondo l'Istat, nel Mezzogiorno il tasso di disoccupazione giovanile supera il 50%. Secondo il report dell’Istat, sul quarto trimestre 2012, in totale il tasso è del 50,5%, suddiviso nel 46,7% per i maschi e 56,1% per le donne. Al Nord la disoccupazione giovanile è invece del 29,7% e al Centro del 39,3%. In Italia, calcola l’Istat, il dato trimestrale segna un tasso di disoccupazione giovanile pari al 39,0%.
http://www.ilgiornale.it/news/disoccupazione-nuovo-record-tasso-sfiora-12-cento-891205.html