mercoledì 15 maggio 2013

VERGOGNA! UNA TRAGEDIA CHE SI POTEVA E DOVEVA EVITARE CI COSTA TRE MORTI ED UN DELINQUENTE IN PIU' DA MANTENERE NELLE PATRIE GALERE!


Foto: VERGOGNA! UNA TRAGEDIA CHE SI POTEVA E DOVEVA EVITARE CI COSTA TRE MORTI ED UN DELINQUENTE IN PIU' DA MANTENERE NELLE PATRIE GALERE!
E' morto anche il pensionato colpito dalla furia cieca del ghanese.
Una preghiera per lui e per la sua famiglia!
Una tragedia che si poteva e doveva evitare! 
Chi protegge questi questi delinquenti, potenziali assassini? 
Qualcuno avrà patrocinato gratuitamente il suo ricorso contro l'estradizione! Qualcuno lo ha ospitato e gli ha consentito di spostarsi dalla Puglia e viaggiare indisturbato per l'Italia!
E questi sarebbero i nuovi Italiani??? 
Pensate che se questo Assassino avesse un figlio in Italia, il bambino avrebbe diritto alla cittadinanza e lui al ricongiungimento: BASTA!
Ci sono delinquenti ovunque, ma ognuno pensi ai propri malfattori e non li scarichi a noi: siamo la pattumiera del mondo?
Quanto ci costano questi mascalzoni? 400 euro al giorno cadauno e le carceri scoppiano proprio per questi elementi!
Adesso non ne possiamo più!
Tutti a casa! Liberiamo l'Italia! E con loro vadano anche i falsi buonisti che li proteggono!
***

E' morto anche il pensionato colpito dalla furia cieca del ghanese.
Una preghiera per lui e per la sua fami...glia!
Una tragedia che si poteva e doveva evitare!
Chi protegge questi questi delinquenti, potenziali assassini?
Qualcuno avrà patrocinato gratuitamente il suo ricorso contro l'estradizione! Qualcuno lo ha ospitato e gli ha consentito di spostarsi dalla Puglia e viaggiare indisturbato per l'Italia!
E questi sarebbero i nuovi Italiani???
Pensate che se questo Assassino avesse un figlio in Italia, il bambino avrebbe diritto alla cittadinanza e lui al ricongiungimento: BASTA!
Ci sono delinquenti ovunque, ma ognuno pensi ai propri malfattori e non li scarichi a noi: siamo la pattumiera del mondo?
Quanto ci costano questi mascalzoni? 400 euro al giorno cadauno e le carceri scoppiano proprio per questi elementi!
Adesso non ne possiamo più!
Tutti a casa! Liberiamo l'Italia! E con loro vadano anche i falsi buonisti che li proteggono!
 
TRATTO DALLA PAGINA FB DEL MINZOLINI FAN CLUB

lunedì 13 maggio 2013



La violenta giornata sporca di sangue italiano del clandestino pregiudicato Kabobo.



kabobo



Milano – Il bilancio finale di due ore di follia è quasi da attentato terroristico: un morto, due in fin di vita, altri due feriti e una sesta persona sfuggita per miracolo alla morte. Un striscia di furore iniziata alle 4.30 e conclusa alle 6.35 quando finalmente i militari, allertati purtroppo con grande ritardo, sono riusciti a bloccare l’omicida, un africano di 31 anni che ha detto solo: «Ho fame».
Quartiere Niguarda, periferia nord di Milano, una tranquilla zona residenziale sviluppatasi attorno al grande ospedale edificato a fine degli anni Trenta. Sono le 4.30, il quartiere dorme ancora mentre per le strade si aggira un «mostro» armato di spranga. Incrocia Andrea Carfora, 23 anni, sta rientrando dopo una serata trascorsa con un amico. Gli si para davanti gli fa cenno con la mano di avvicinarsi. Poi appena a tiro gli sferra un colpo. Il ragazzo lo para con il braccio sinistro poi scappa. Fa il giro dell’isolato, vede che l’aggressore è sparito, si infila in casa e va a letto. Si sveglierà tre ore dopo dolorante e andrà in ospedale dove scoprirà di aver aperto una lunga lista di feriti.
Alle 5.15 tocca a Francesco Niro, 50 anni, operaio di rientro dal turno di notte, non sa chi e cosa l’abbia aggredito alle spalle, una botta in testa, cade a terra svenuto. Quando riprende conoscenza, torna a casa sanguinate, la moglie Antonella chiama il 118 che lo porta in ospedale. Poco dopo le 6 Antonio Marisco, 56 anni, esce per portare fuori il cane. Vede l’ africano, che nel frattempo ha cambiato arma, venirgli incontro con un piccone in mano, si insospettisce e quando nota che, appena superato, questi si gira. Lui si infila a razzo nel portone. Salvo per caso. Come è salvo per caso quel signore che ieri in piazza raccontava come lui a quell’ora sia solito farsi un giro in bicicletta: ieri ha forato ed è rimasto a casa. Alle 6.22 portava a spasso il cane anche Ermanno Masini, 64 anni, pensionato. Non fa in tempo ad accorgersi di nulla e viene colpito alla testa. Raccolto in coma, viene ricoverato in prognosi riservata.
Non aveva sonno Alessandro Carole, 40 anni, forse anche perché è disoccupato e non riesce a trovare lavoro. Saluta la mamma, appena rimasta vedova, «Vado a prendere un caffè» e appena in strada incontra la morte. Su di lui l’africano si accanisce con particolare ferocia, dopo il primo colpo che lo fa stramazzare a terra, ne sferra altri 4, alla testa e all’addome. Portato d’urgenza in ospedale, verrà dichiarato morto alle 8.32. Stessa sorte appena cinque minuti dopo per Daniele Carella, 21 anni. A differenza degli altri, tutti colpiti sotto casa, lui viene da Quarto Oggiaro, qualche chilometro più a ovest. Ha accompagnato il padre che distribuisce giornali alle edicole. Anche per lui una gragnuola di colpi a tradimento, sferrati con tanto foga da spezzare il manico del piccone. È più grave di Masini, le sue condizioni sono disperate.
Solo a quel punto arriva finalmente una chiamata al 112, un passante segnale «Un giovane dalle pelle nera con un’ascia in mano». Alle 6.28 viene diramato l’allarme agli equipaggi, alle 6.35 l’uomo viene individuato. Vendendosi braccato, scaglia il piccone contro i militari poi tenta una fuga disperata. Viene raggiunto e immobilizzato, nonostante si dibatta come un forsennato. Portato al comando provinciale di via Moscova, ha lo sguardo allucinato, ma non sembrerebbe in preda ad alcol o droghe. Non parla italiano, provano con l’inglese, ottenendo qualche risposta confusa. Si riesce solo a capire «dormo per strada» e «ho fame».
Inutile chiedergli perché lo abbia fatto. Dalle impronte digitali si risale ad Adam Mada Kabobo, nato in Ghana nel 1982, sbarcato in Italia, Puglia per la precisione, nell’estate 2011, dove chiede asilo. Rinchiuso al Centro accoglienza richiedenti asilo di Bari, il 1° agosto partecipa a una rivolta e finisce in carcere. Ottenuta la libertà ricompare a Foggia dove viene nuovamente arrestato per una rapina. In galera distrugge un televisore, non è tipo tranquillo, poi però viene scarcerato il 17 febbraio 2012. Nel frattempo la sua richiesta d’asilo viene respinta, lui fa ricorso e per questo non può essere espulso. Ricompare a Milano dove viene fermato e controllato il 15 aprile di quest’anno. Poi più nulla, fino a ieri mattina.
http://www.ilgiornale.it/news/interni/prende-picconate-i-passanti-milano-due-ore-follia-916421.html


http://www.milano.forzanuova.info/blog/

venerdì 10 maggio 2013

Imu, slitta l'abolizione della tassa








Né cancellata, né sospesa, forse rinviata. Tradotto: un flop, una presa in giro. L'Imu viene se tutto va bene rinvita a settembre. In pratica invece di pagarla a giugno, la verseremo tre mesi più tardi, Per quanto riguarda la cassa integrazione i fondi verranno recuperati dalle risorse già stanziate nell'ambito delle politiche del lavoro.  Il consiglio dei ministri di giovedì nove maggio non ha portato ad alcun risultato, se non la decisione di rinviare l'approvazione del decreto nei prossim giorni. Ufficialmente per definire le modalità tecniche e garantire che i Comuni non si trovino in deficit di cassa".  Immediato l'intervento di Silvio Berlusconi che all'abolizione dell'Imu ha legato la fiducia del centrodestra al governo Letta: "E' una bella vittoria ma non basta", ha detto al Tg5. "C'è l’impegno politico a sospendere la rata di giugno e ridefinire la materia riguardante la tassazione sulle proprietà immobiliari entro 100 giorni dalla data di scadenza della prima rata", ha precisato il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni. 
Problemi tecnici - Lo slittamento dell’approvazione delle misure annunciate dunque  sarebbe da attribuire esclusivamente a problemi tecnici di copertura o  di ragioneria che hanno indotto il governo a rinviare di qualche  giorno. Nessun dissidio di natura politica, ma solo un supplemento di  istruttorià contabile. In realtà è chiaro che qualcosa non ha funzionato. Pare che durante il prevertice il Pdl abbia espresso delle perplessità intendendo estendere la sospensione dell'Imu anche ai capannoni industriali. In realtà serve il via libera dell'Europa per liberare le risorse necessarie alle coperture delle misure annunciate, ma l'Europa vuole valutare le coperture prima di dare il via libera. La sospensione della prima rata dell'Imu vale due miliardi, trasformandola in un rinvio viene meno il bisogno di una copertura contabile. I mancati incassi verrebbero coperti con anticipi di Tesoreria e della Cassa dei depositi. Il timore è che alla fine pagheremo ugualmente una tassa sulla casa anche se non si chiamerà più Imu. Lo ha anticipato Libero nei giorni scorsi, e la conferma arriva dalle parole del ministro Saccomanni: "Qualche forma di tassazione sulla proprietà immobiliare dovrà rimanere. In alcuni paesi è strutturata in maniera diversa da come è fatta in Italia e ci muoveremo in questa direzione"

Fregatura in arrivo - L'ipotesi di cui Libero ha dato conto è che venga rivisto tutto  il sistema della tassazione sulla casa e sui servizi sostituendola con una imposta nuova di zecca: la service tax alla francese. La nuova tassa incorporerebbe infatti anche la Tares e non sarebbe più destinata ai soli proprietari di casa, ma a tutti coloro che detengono o occupano a qualsiasi titolo un immobile o una superficie operativa. L’Ics (Imposta case e servizi) a cui sta lavorando Saccomani, infatti, si porterebbe in dote anche il miliardo aggiuntivo previsto dalla Tares più il gettito attuale di Tarsu e Tia. Complessivamente si tratta di 8 miliardi, che si andranno ad aggiungere ai 4 dell’Imu. Poi, come è successo per quest’ultima, può capitare che il gettito reale (23,7 miliardi) risulti più alto di quello stimato dal governo (21 miliardi). 

http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/1238996/Imu--slitta-l-abolizione-della-tassa--.html

lunedì 6 maggio 2013

Istat: disoccupazione in crescita, Pil in calo

I dati dell'Istituto parlano di un futuro di depressione: in contrazione anche la spesa delle famiglie. Vegas: "Il risanamento sia più graduale




I dati Istat fotografano un quadro di ulteriore depressione economica. Secondo l'Istituto di statistica la spesa delle famiglie italiane è prevista in contrazione dell’1,6% nel 2013 per effetto della diminuzione del reddito disponibile, con un moderato aumento dello 0,4% nel 2014. Altre cattive nuove dal fronte dell'occupazione: nell'anno in corso il mercato del lavoro dovrebbe continuare a "manifestare segnali di debolezza con un rilevante incremento del tasso di disoccupazione all’11,9% (+1,2 punti percentuali rispetto al 2012)". Nel 2014 la disoccupazione dovrebbe crescere ancora fino a raggiungere il 12,3% a causa del ritardo con il quale il mercato del lavoro "è previsto rispondere alla lenta ripresa dell'economia". In considerazione dell'andamento stentato del mercato del lavoro le retribuzioni dei dipendenti vengono previste in moderato aumento, in crescita dell'1% nel 2013 e dell'1,3% nel 2014. 
Il Pil - Infine i dati sul Pil, ancor più preoccupanti. Nel 2013 l'Istat prevede una diminuzione del prodotto interno lordo italiano pari all'1,4% in termini reali. Per il 2014 il recupero dell'attività economica, che dovrebbe essere prevalentemente spinto dalla domanda interna, dovrebbe determinare una crescita moderata, pari a 0,7 punti percentuali. L'istituto spiega che nel 2013 "l’attività economica sarà contrassegnata da una flessione dell’1,4% in media d’anno, a causa di un contributo marcatamente negativo della domanda interna (-2,0 punti percentuali, al netto delle scorte), solo in parte compensato dalla domanda estera netta (1,1 punti percentuali). A causa dell’incertezza sulle aspettative di ripresa l’apporto delle scorte risulterebbe negativo (-0,5 punti percentuali)". L'Istat aggiunge che nel 2014 "il Pil aumenterebbe dello 0,7%. La domanda interna al netto delle scorte tornerebbe a fornire un contributo positivo (0,7 punti percentuali) che si accompagnerebbe a un aumento marginale della domanda estera netta (0,1 punti percentuali)".
Consob: "Basta austerità" - Ed è in questo contesto che fa rumore l'appello di Giuseppe Vegas, presidente della Consob, l'organismo di controllo sulla Borsa. Nella sua relazione ai mercati finanziari Vegas spiega che "un'austerità senza speranza può diventare il detonatore di una crisi generalizzata". Il presidente ha sottolineato i rischi di un eccessivo ricorso a misure di austerità sui conti pubblici a scapito della crescita economica: "Se la parsimonia nella spesa pubblica e il rispetto delle ragioni dei contribuenti debbono costituire la stella polare dell'azione di ogni governo, il necessario risanamento dei conti pubblici nei paesi più indebitati dell'Eurozona non può che realizzarsi in un quadro di crescita economica". Vegas ha rimarcato che "un rilancio della crescita del Pil costituisce la condizione indispensabile per migliorare i parametri di finanza pubblica sui quali vengono costruite le manvovre", e che "il risanamento non può che avvenire attraverso un approccio più graduale rispetto a quanto ad oggi previsto dal fiscal compact".

http://www.liberoquotidiano.it/news/economia/1236352/Ista--disoccupazione-in-crescita--Pil-in-calo.html

venerdì 3 maggio 2013

Un omicidio su tre opera di stranieri E il 25% degli italiani ora ha paura

Il rapporto sulla sicurezza pubblicato dal Viminale. Altissima incidenza criminale degli immigrati, soprattutto degli irregolari. Gli omicidi in calo. Preoccupazione per i dati sulla violenza sulle donne: oltre un milione ha subito abuso, la maggior parte delle volte in famiglia

Roma - Un italiano su quattro ha paura. La paura delle criminalità, di subire aggressioni, di essere a rischio, "è fortemente cresciuta" negli ultimi anni nel nord est d’Italia. Mentre negli anni novanta solo il 17,3% degli abitanti di queste zone del Paese considerava a rischio di criminalità la zona in cui viveva, nel 2005 la percentuale è salita al 28,1%.

Lo rileva il rapporto sulla sicurezza 2006 del Viminale che sottolinea come in generale nel Paese la paura di subire un reato non è cresciuta nell’arco degli ultimi 14 anni anche se è un sentimento di "dimensioni non trascurabili". In Italia, infatti, una persona su quattro si sente poco o per niente sicura quando cammina sola al buio la sera nel proprio quartiere, e questa insicurezza cresce in Sicilia, nel Lazio e in Lombardia ma raggiunge il massimo in Campania dove supera un terzo della popolazione.
Omicidi in calo Nel 2006 sono stati 621, poco più del minimo storico di 601 toccato nel 2005. Un dato che conferma il trend di netta diminuzione per questo reato, che ha raggiunto il picco nel 1991, con ben 1.901 omicidi, per poi scendere negli anni successivi. In sostanza, nel 2005 e 2006 si è registrato un tasso di omicidi di poco superiore a 1 ogni 100mila abitanti. Per trovare un tasso più basso bisogna risalire ai primi anni ’70. Sono aumentati gli omicidi originati in ambito familiare o per passioni amorose: 192 nel 2006. Al Sud e nelle isole il tasso di omicidi nel 2006 è risultato quasi doppio rispetto al Centro-Nord.
Un omicidio su tre commesso da stranieri Su tre persone denunciate per omicidio, una è straniera. E, quasi sempre, è irregolare. La fotografia scattata dal rapporto è abbastanza nitida: la quota degli stranieri sul totale dei denunciati e degli arrestati per la gran parte dei reati, è decisamente più altra rispetto all’incidenza della popolazione straniera nel nostro paese: su 442 denunciati per omicidio, il 32% sono stranieri, mentre la popolazione immigrata non supera il 5% del totale. Ma, afferma il Viminale, "è importante sottolineare che la netta maggioranza dei reati viene commessa da stranieri irregolari, mentre quelli regolari hanno una delittuosità non molto dissimile alla popolazione italiana". Lo dicono i numeri: il 74% degli stranieri denunciati per omicidio è irregolare; così come il 72% dei denunciati per tentato omicidio; il 62% per violenza carnale, il 63% per sfruttamento della prostituzione. Nel complesso, gli stranieri regolari denunciati nel 2006 sono stati quasi il 6% del totale dei denunciati, un numero che si avvicina di molto alla percentuale di immigrati rispetto alla popolazione residente (5%). Quanto alle nazionalità degli stranieri che commettono reati, anche in questo caso i paesi sono gli stessi che forniscono il maggior numero di irregolari: Albania, Marocco e Romania. I romeni sono i primi per gli omicidi, le violenze sessuali, le estorsioni, le rapine nelle abitazioni e i furti con destrezza. Gli albanesi primeggiano per i furti in abitazione mentre i marocchini per i tentati omicidi, le lesioni dolose e gli scippi.
Espulsioni degli irregolari Sono venti i provvedimenti di espulsione che il Viminale ha adottato nel 2006 nei confronti di altrettanti stranieri ritenuti pericolosi per la sicurezza nazionale. E le indagini condotte dalle forze di polizia per contrastare il terrorismo internazionale di matrice islamica, hanno consentito l’arresto di 23 persone. Dei 20 espulsi, 8 sono algerini, 8 tunisini, 2 marocchini, un egiziano e un siriano. 14 erano state nel 2005 le espulsioni mirate (6 marocchini, 5 tunisini, 2 algerini, 1 egiziano), 8 nel 2003 (6 marocchini, 1 senegalese, 1 algerino) e nel 2002 una soltanto (un algerino). Fondamentale, per contrastare la minaccia del terrorismo islamico, è stata secondo il rapporto anche la strategia "via libere mirate", che ha consentito nel 2006 il controllo di 11.870 obiettivi; l’identificazione di 39.204 persone; 386 arresti non per fatti di terrorismo; 1.088 procedure di espulsione avviate; 927 persone denunciate per reati vari; 883 sanzioni amministrative contestate nei confronti di altrettanti gestori di call center, internet point e money transfert.
Violenza su oltre un milione di donne Sono un milione 150 mila le donne che nel 2006 hanno subito violenza, il 5,4% di quelle tra i 16 e i 70 anni. Di queste, ha subito violenza sessuale il 3,5%, mentre lo 0,3% ha subito stupri o tentati stupri. Gli autori delle violenze sono per la maggior parte i partner, responsabili nel 62,4% dei casi di violenza sessuale nel 2006, di molestie nel 68,3% dei casi e di stupri nel 69,7% dei casi. Più in generale il rapporto sicurezza rileva come il 31,9% (6 milioni e 743 mila) del totale delle donne italiane tra i 16 e i 70 anni ha subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della vita. In particolare sul totale delle donne circa un milione (4,8%) ha subito stupri o tentati stupri. Un milione 400 mila donne ha subito violenza sessuale e fisica prima dei 16 anni in famiglia: complessivamente i parenti sono responsabili del 23,8% delle violenze subite prima dei 16 anni. Infine, il 18,8% del totale delle donne (due milioni 77 mila) ha avuto un compagno che al momento della separazione o dopo le ha perseguitate.
Terrorismo rosso e nero Nonostante il gruppo delle Br responsabile degli omicidi di Massimo D’Antona e Marco Biagi "sia stato pressoché disarticolato", gli investigatori tengono "alta l’attenzione" verso altre formazioni che "vedono nella lotta armata l’approdo della propria strategia politica o nel ricorso alla violenza uno strumento per fare politica". L’attività investigativa nei confronti delle Br è stata "corroborata da importanti conferme sul piano processuale". Quanto all’area anarchica, il rapporto indica nel 2006 un "intenso dinamismo" sia della Fai (Federazione anarchica informale), che ha rivendicato una serie di attentati in Piemonte, sia di altre componenti anarchiche che hanno agito prevalentemente in Toscana. L’estremismo di destra, invece, è caratterizzato secondo il Viminale da una "galassia di gruppi, per lo più di limitate dimensioni" che manifestano uno "spiccato profilo aggressivo con il compimento di atti di intimidazione violenta sia nei confronti degli avversari politici che all’indirizzo delle forze di polizia". Complessivamente, nel 2006 si sono registrati 1.433 attentati e danneggiamenti di varia natura a persone o cose e 873 atti intimidatori. Al primo posto le sedi di partito (429, di cui 27 attentati, 352 danneggiamenti e 50 episodi di altra natura) seguite dagli enti locali (116). Per quanto riguarda le persone, infine, le categorie più colpite sono i pubblici amministratori (79 attentati e 77 danneggiamenti), i rappresentanti politici (37) e le forze di polizia (12).
Mafia ed economia La criminalità organizzata continua a mantenere "un’elevata capacità di infiltrazione nel tessuto economico e finanziario" grazie anche alla presenza di affiliati "dotati di un adeguato profilo culturale (operatori economici e finanziari)". Tra le associazioni mafiose ci sono "modelli in persistente evoluzione" che oltre a persistere nell’azione di controllo del territorio di origine, "condizionano segmenti dell’economia imprenditoriale nazionale con ingerenze negli appalti pubblici". Il Viminale lancia l’allarme anche sull’alleanza tra la criminalità organizzata italiana e quella di matrice straniera per la gestione del traffico di stupefacenti, immigrazione clandestina, tratta degli esseri umani e sfruttamento della prostituzione. In particolare Cosa nostra si è evoluta ed è in grado di condizionare settori dell’imprenditoria e della pubblica amministrazione, in particolare nel comparto delle opere pubbliche e dell’assegnazione dei servizi. Altamente competitiva e orientata alle attività criminali che investono ambiti territoriali, nazionali e esteri è la ’ndrangheta dedita soprattutto al traffico di stupefacenti, in particolare di cocaina. In campo internazionale la ’ndrangheta può contare su una struttura molto solida improntata su veri e propri ’network’. La camorra è invece caratterizzata da una tendenziale frammentazione tra realtà criminali fluide che determinano una particolare instabilità e danno luogo a un rilevante fenomeno di gangsterismo metropolitano.

http://www.ilgiornale.it/news/omicidio-su-tre-opera-stranieri-e-25-degli-italiani-ora-ha.html

giovedì 2 maggio 2013

Concerto Primo Maggio 2013 a piazza San Giovanni: 61 arresti e 25 denunce dei carabinieri
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Concertone del Primo Maggio: 61 arresti e 25 denunce dei carabinieri







I fermi quasi tutti legati alla detenzione e allo spaccio di droga. Sequestrati oltre due chili di sostanza stupefacente tra hashis, marjiuana, cocaina, eroina, chetamina e anfetamina
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Concerto Primo Maggio 2013 a piazza San Giovanni: 61 arresti e 25 denunce dei carabinieri
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Sessantuno arresti, 25 denunce e oltre due chili di droga sequestrata. Questi i numeri dei controlli dei carabinieri in occasione del tradizionale Concertone del Primo Maggio. Militari delle delle Stazioni e dei Nuclei Operativi del Gruppo di Roma impiegati, oltre in piazza San Giovanni e nelle vie limitrofe, anche nei luoghi di transito dei frequentatori della manifestazione musicale, in modo da assicurare un divertimento sano e sereno alle tante persone giunte da tutta Italia per assistere all’atteso evento.
PATTUGLIE IN BORGHESE - Sono stati potenziati i servizi dinamici per rafforzare la presenza e l’azione di controllo; in tale quadro sono state dispiegate anche pattuglie in borghese tra la folla per vigilare e reprimere eventuali forme di illegalità. Particolare attenzione è stata rivolta dai militari al contrasto dello spaccio di stupefacenti, fenomeno che trova terreno fertile in occasione di questi grandi eventi caratterizzati da una considerevole affluenza di giovani. Cinquantadue sono state infatti le persone arrestate per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti con il sequestro di circa 2 chili di droga suddivisa in dosi del tipo hashish, marjiuana, cocaina, eroina, chetamina e anfetamina.
GIOVANI DA TUTTA ITALIA - Tra gli arrestati per droga ci sono cittadini stranieri e giovani e meno giovani provenienti da varie regioni italiane quali il Lazio, la Puglia, la Campania, la Calabria, l’Umbria, le Marche, l’Abruzzo e la Sicilia. Sempre in materia di droga sono state denunciate altre 25 persone. Ventisette sono stati, invece, i ragazzi segnalati al Prefetto perché scoperti ad assumere droghe. Altre 7 persone sono state arrestate per aver borseggiato alcuni spettatori, altri 2 per resistenza ai Carabinieri che li stavano controllando.

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mercoledì 1 maggio 2013

PER NON DIMENTICARE
1 Maggio in ricordo di UGO

Genova 1 Maggio 1970 muore il Camerata UGO VENTURINI, operaio, padre di un bambino, marito esemplare, Sindacalista CISNAL, membro dei volontari nazionali di Genova... muore colpito  da una bottiglia lanciata dai comunisti... muore per proteggere, insieme ad altri camerati, il palco dove Giorgio Almirante teneva un comizio. colpito il 18 Aprile cessa di vivere il 1 maggio a soli 32 anni giornata simbolo per gli operai e i sindacalisti come lui. Il nostro ricordo deve andare a lui che è tra i simboli più forti di coraggio e attaccamento ai valori che contraddistinguono noi di Destra.